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Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe – 26 Giugno 2026
26 Giugno 2026


INTERVISTA ALLA DIRIGENTE SANITARIA E PSICOTERAPEUTA DELLA COMUNITÀ TERAPEUTICA “IL RISORTO”, DOTT.SSA FRANCESCA LIUZZI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’ABUSO E IL TRAFFICO ILLECITO DI DROGHE – 26 GIUGNO 2026
“Anche soltanto il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile.”
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana
- In base alla sua esperienza pluriennale nel trattamento delle dipendenze, quanto è importante oggi investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani, per contrastare il fenomeno dell’uso di sostanze?
Dott.ssa Liuzzi “Nel mio lavoro incontro ogni giorno persone che, spesso già in giovane età, hanno iniziato a utilizzare sostanze come risposta a un disagio, a una sofferenza o a un senso di vuoto che non sono riuscite a esprimere in altro modo. Per questo credo che la prevenzione sia fondamentale: non significa soltanto parlare dei rischi legati all’uso/abuso di sostanze, ma soprattutto creare opportuni spazi di ascolto, dialogo e confronto.
La sensibilizzazione deve partire dalle famiglie, dalle scuole e da tutti i contesti educativi, affinché i giovani possano sentirsi accolti e compresi prima che il disagio si trasformi in un problema più grave. Investire nella prevenzione significa prendersi cura delle persone prima ancora che abbiano bisogno di un percorso terapeutico. È una responsabilità che appartiene a tutta la comunità.” - Quale ruolo svolge una comunità terapeutica nel percorso di recupero di una persona con dipendenza e quali sono gli elementi che favoriscono maggiormente il raggiungimento di un cambiamento stabile e duraturo?
Dott.ssa Liuzzi: “La comunità terapeutica è molto più di un luogo di cura. Per molte persone rappresenta la possibilità di fermarsi, ritrovare sé stesse e ricostruire la propria vita. Nella comunità in cui lavoro vedo quotidianamente percorsi di rinascita che iniziano da piccoli passi: imparare nuovamente a fidarsi degli altri, condividere le proprie emozioni, assumersi responsabilità e riscoprire le proprie risorse.
Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani difatti il percorso terapeutico dura 18 mesi. Richiede tempo, impegno e la presenza di una rete di professionisti capaci di accompagnare la persona con competenza e umanità. Credo che uno degli aspetti più preziosi della vita comunitaria sia proprio il senso di appartenenza: sentirsi accolti senza essere giudicati e poter sperimentare relazioni autentiche che diventano strumenti di crescita e di cambiamento all’interno di un contesto protetto e controllato. “ - In occasione della Giornata Internazionale contro le Droghe, quale messaggio desidera rivolgere alle famiglie, alle istituzioni e alla società civile sull’importanza di riconoscere precocemente il disagio, sostenere i percorsi di cura e combattere lo stigma che ancora circonda le dipendenze?
Dott.ssa Liuzzi: “Ad oggi purtroppo il problema delle dipendenze è diventato più complesso, si parla difatti di Pluridipendenze in quanto non si tratta più solo della dipendenza da sostanze, ma anche della combinazione con altre forme di dipendenza, come gioco d’azzardo, social media, videogiochi o shopping compulsivo.
Vorrei innanzitutto ricordare che dietro ogni dipendenza, c’è una persona e che nessuno dovrebbe essere identificato esclusivamente con il proprio problema. Nel corso degli anni ho visto molte persone riuscire a riprendere in mano la propria vita grazie a percorsi di cura adeguati e al sostegno di una rete presente e competente e di famiglie.
Alle famiglie dico di non avere paura di chiedere aiuto e di non vivere il disagio in solitudine. Alle istituzioni chiedo di continuare a investire nei servizi e nelle comunità terapeutiche, che rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio. Alla società civile, invece, rivolgo un invito a superare stereotipi e pregiudizi: la dipendenza è una condizione che può essere affrontata e curata in quanto dietro ogni dipendenza, come in ogni situazione problematica, ci sono delle persone che soffrono.
Ogni giorno, nella nostra comunità, assistiamo a storie di cambiamento che ci ricordano quanto sia importante continuare a credere nelle persone e nelle loro possibilità di rinascita. Questo è il messaggio che desidero condividere in occasione di questa giornata: la cura è possibile, il cambiamento è possibile e nessuno dovrebbe affrontare questo percorso da solo.”